Qual è la casa più piccola del mondo?

Che lo spazio per abitare nelle nostre città sia sempre più ridotto non è certo una novità. Ed è forse questo che rende il fenomeno delle tiny houses uno tra i più esplorati dell’architettura contemporanea. Lo scorso anno abbiamo stilato una lista dei progetti più interessanti del 2024 pensati per spazi minimi. Quest’anno non ci restava che alzare la posta in gioco chiedendoci: ma qual è, davvero, la casa più piccola del mondo?

Senza porci limiti né spaziali né temporali, ci siamo messi a cercare e un record ufficiale, in realtà, esiste: il Guinness dei Primati assegna il titolo alla Casa del Dispetto (o Casa du currivu) a Petralia Sottana, in Sicilia. Larga appena un metro, fu costruita negli anni Cinquanta per vendetta personale durante una faida tra vicini. Non è abitabile, ma è diventata una curiosa attrazione turistica.

Se detenga ancora oggi il primato è difficile dirlo. A contenderglielo ci sono, da un lato, sperimentazioni architettoniche sempre più estreme che mettono alla prova il concetto stesso di “minimo abitabile”; dall’altro, progetti che celebrano il piccolo come rifugio, micro-architetture immerse nella natura, moduli mobili e trasportabili che stanno ridefinendo i confini dell’abitare.


E allora, come procedere? Si valuta la larghezza? La superficie calpestabile? I servizi? L’effettiva abitabilità? Senza una risposta univoca, stilare un vero podio è impossibile.

Certo è che provarci – negli ampi spazi dei nostri monolocali – è un buon modo per sentirsi un po’ meno soli, un po’ meno Renato Pozzetto (nella scena cult de Il ragazzo di campagna).

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